Paolo & Sonja
Paolo Vitali & Sonja Brambati
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Myanmar
mountain-bike
4-24 Novembre 2018
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Mappa - Video

Panoramiche

Inle Lake-Kalaw-Meiktila-Mt.Popa-Bagan-Pakokku-Myingyan-Sagaing-Mingun-Mandalay
 
Vedi anche: Myanmar primo approccio 2002 - South Myanmar by bike 2015


Viaggio nel tempo: Myanmar centrale
Folgorati dal bellissimo viaggio per le strade del sud del Myanmar nel novembre 2015, avevamo subito pianificato un nuovo giro in mountain-bike nella regione centrale, tra Mandalay-Inle Lake e Bagan, ma poi ……per acciacchi vari siamo stati costretti a posticipare la “vacanza”. 2018 finalmente pronti a partire di nuovo: biglietto aereo in mano, programma di viaggio definito, compagni pure.  Una copiosa nevicata copre le Alpi del suo candido manto, che tanto aspettiamo per l'inverno. Devo ammettere che vedere gli amici inforcare gli sci quando stiamo imbracandoci per un giro in bici in un paese a +35°C mi lascia un poco perplesso ... Poi, sbarcati a Mandalay, sono bastate le prime due ore in sella per rimettere a fuoco l'immenso valore di questa nuova esperienza, un paio di fine settimana di sci persi sono veramente un'inezia a confronto. Solo viaggiando si riesce a comprenderne davvero il reale valore!
Con noi questa volta sono anche Eric e Pascal, amici e colleghi di lavoro, già con noi lo scorso anno in Mongolia, per loro è il primo viaggio nel sud-est asiatico, e anche per loro è amore a prima vista!
I primi due giorni pedaliamo per le vie di Mandalay, visitiamo templi, arriviamo fino Mingun e Sagaing, attraversando il mitico ponte U Bein di Amarapura, con i suoi 1,2 km il piu' lungo ponte in teak al mondo; nonostante la calura pomeridiana siamo ancora una volta galvanizzati dai luoghi, e ancor di più dalla cordialità della gente.
Ci trasferiamo in pullman a Nyaung Shwe, sulle rive del famoso Inle Lake, da qui partiremo in bici per far ritorno fino a Mandalay, prima però sono d'obbligo un paio di giornate sul lago.
Con delle imbarcazioni a motore è possibile visitare i villaggi di palafitte la cui sussistenza deriva dalla pesca e dalle immense coltivazioni di pomodori e legumi vari sul lago. Incredibile, vedere per credere! Seppur "turistica" è un'esperienza veramente interessante! Girando invece in bici intorno al lago è possibile addentrarsi in alcuni villaggi dove la gente vive ancora di un’economia rurale sparita da noi da almeno cent'anni. Cosa sia meglio è veramente difficile da dire; il progresso e la tecnologia ci hanno portato tante comodità e benefici, ma vedendo la felicità di questa gente nella loro vita radicalmente semplice mette sempre qualche dubbio.
Dopo i primi giorni di pedalate "leggeri", da Nyaung Shwe a Kalaw la prima vera tappa, non troppo lunga, una settantina di chilometri, ma la salita di 800 m con le borse al seguito e la temperatura che sale man mano, ci ridanno la dimensione reale del viaggio.
I 1300 m di quota di Kalaw riducono la temperatura di qualche grado centigrado, ma l'umidità molto più elevata compensa e oltre!
Da Kalaw partenza alle prime luci dell'alba, la tappa è molto lunga, e la strada molto trafficata dalla tarda mattinata. Fortunatamente una lunga discesa permette di guadagnare molti chilometri velocemente, poi appena all'inizio della pianura raggiungiamo quello che sarà il picco di caldo di tutto il viaggio: 37,6°C.
A Meiktila ci prendiamo un giorno di pausa dopo le intense tappe dei due giorni precedenti. Pur non essendoci nulla di speciale di visitare, la giornata come sempre scorre veloce e piacevole, gironzolando in bici e a piedi per mercati e campi.
Da Meiktila, passato l'incrocio della strada principale che collega Mandalay a Yangon il traffico cala drasticamente, la pedalata si fa sempre più piacevole. Per accorciare un poco la tappa odierna ci piacerebbe provare a chiudere gli ultimi chilometri sul treno, rinomato per essere una delle linee più lente al mondo! Ma purtroppo il nostro orario non coincide con quello dell'unica corsa giornaliera, e proseguiamo fino alla cittadina di Kyaukpadaung.
La cittadina non è per nulla turistica, l'hotel è ancora piu' basico del solito, facciamo un poco fatica a ordinare la cena sul menu solo in lingua birmana, come ciliegina sulla torta ci propongono la zuppa ed i noodles per colazione ... ma fa parte del gioco e ci piace!
Da Kyaukpadaung una ripida salita conduce alla base della scalinata del Monastero del Mt. Popa, che però oltre alla bella vista si rivela una delle località turistiche piu' sporche che abbia mai visto! L'abbandoniamo presto per raggiungere l'ameno villaggio alle pendici del Mt. Popa, alloggiando in un carino hotel in mezzo a campi di fiori. Per fortuna da qualche anno la birra ha fatto la sua comparsa in Myanmar, ed è per noi un ottimo integratore salino durante le pedalate sotto il sole, quanto un ottimo refrigerio nelle pause pomeridiane ....
La salita a piedi al Mount Popa immersi nella foresta tropicale è una piacevole variante ai giorni in sella, un ambiente talmente diverso da tutto quello a cui siamo abituati! Appena scesi ci attendono al mercatino locale dragon fruit e altri frutti rinfrescanti di cui non conosciamo neppure il nome.
Dal Mount Popa a Bagan ci godiamo un'altra bellissima tappa, con inizio piacevolmente in dolce discesa, dalla foresta alla zona piu' arida del paese, dalla zona rurale ad una delle aree piu' turistiche!... un altro cambio repentino in poche decine di chilometri.
Attraversiamo lentamente tutta la zona da Nyaung-U fino alla "nuova Bagan" godendoci la vista dei templi dall'esterno, ma ormai siamo troppo accaldati per fare soste e visite più accurate, che rimandiamo al giorno successivo, quando noleggiamo una praticissima "e-bike" .... che ci permette di scorrazzare dall'alba al tramonto in questo dedalo di costruzioni sacre sparse alla rinfusa in ogni dove!
All'alba è bello osservare le mongolfiere che sorvolano l'area, ed il tramonto con la sua luce infuocata rende l'ambiente ancor piu' magico.
Per tornare a Mandalay scegliamo di attraversare l'Irrawaddy con una piccola imbarcazione su cui carichiamo i nostri mezzi, e sull'altro lato del fiume scopriamo una realtà di nuovo completamente diversa: nessun turista, terra fertile e coltivata e strade poco frequentate; la caratteristica che non cambia è la cordialità della gente, sempre sorridente e sempre pronta ad aiutarti in ogni situazione.
Lasciamo di quando in quando la strada principale per avventurarci in stradine, tratturi e sentieri, che a poca distanza dalla "civiltà" ci proiettano in una dimensione surreale di vita ancestrale! Contadini, pastori che vivono in capanne di paglia senza acqua corrente ne elettricità, poveri ma non denutriti, felici e dignitosi! Quando smarriamo il sentiero buono c'è sempre il ragazzo che ci insegue per indicarci la via giusta ... quasi come da noi ...
Sostiamo a Pakokku, una vivace cittadina che raramente vede qualche turista. Piccoli hotel per viaggiatori locali offrono sempre una buona sistemazione, per il cibo l'unica difficoltà è intendersi sul menu scritto in birmano, ma ormai conosciamo quella piccola varietà di cibi che soddisfano le nostre esigenze!
Il cibo asiatico la prima settimana è sempre una piacevole scoperta, la seconda settimana comincia a ripetersi un po' ... la terza settimana di tanto in tanto sogniamo un cappuccino con brioche o un piatto di formaggi!... Scherzi a parte, la qualità è sempre buona, una discreta varietà, ma per noi italiani e francesi dopo un po' mancano i sapori e l'assortimento di casa nostra!
Un'altra tappa da Pakokku a Myingyan su strade piu' frequentate, quindi accorciamo di metà l'ultima da Myingyan a Mandalay prendendo un passaggio su un furgoncino dove viaggiamo nel retro insieme alle bici.
Sembra appena cominciata, ma anche questa bellissima avventura è già finita ... ma come al solito la mia mente vola già alla prossima, un nuovo percorso mi frulla già in testa!
Arrivederci Myanmar, torneremo presto.

Paolo Vitali

Informazioni generali

Il gruppo
Sonja ed io con gli amici Eric Chabert e Pascal Tillard.
Quando
Novembre-Dicembre-Gennaio sono i mesi migliori, senza pioggia e meno afosi, anche se comunque caldi.
Viaggio aereo

Per lo piu' via Bangkok.

Visto
Dal 2014 è sufficiente il visto fatto sul web a questo link.

 Alloggi
In teoria sussiste l'obbligo di dormire in Hotel/Guesthouse approvate dal governo, ma ormai sembra possibile alloggiare in qualsiasi struttura senza problemi. Nel caso ci si trovasse senza alloggio occorre in teoria rivolgersi al piu' vicino posto di polizia; spesso sembra che i conventi possano offrire ospitalità. Mediamente abbiamo speso 35 € a notte per una camera doppia con colazione continentale compresa, sempre con aria condizionata e seppur minimali sempre pulite. Nell'alta stagione (Novembre/Gennaio) conviene prenotare!

Tenda
Non e’ autorizzato il campeggio agli stranieri, quindi inutile portarla.
Appoggio
Abbiamo pedalato senza appoggio, con le borse sulle bici, per la verità molto leggere poichè, considerate le temperature, servono pochissimi indumenti. Se occorre viaggiare in bus, è possibile stivare la bici, solitamente pagando un sovrapprezzo pari alla metà del biglietto.


Strade
Le strade che collegano le località principali sono tutte asfaltate, al di fuori di queste si trovano ancora molte belle strade sterrate.
Bici 
Occorre portare le proprie ed essere autosufficienti per le riparazioni.

 
Percorso
Mandalay-Myngun-Sagaing-Mandalay, poi all'Inle Lake via bus, quindi di nuovo bici: attorno al lago prima, poi Kalaw, Meiktila, Kyaukpadaung, Mt.Popa, Bagan, Pakokku, Myingyan, Mandalay.

Clima

Caldo! In Novembre mediamente la minima a 24 e la massima a 34°C, con una punta a 37,6°C, umidità elevata.


 
Malattie

Nessuna vacinazione obbligatoria, non abbiamo fatto neppure la profilassi anti-malarica, basta proteggersi un poco la sera.

Cibo

Cucina locale o cinese, a base di riso, verdure, pollo, pesce, manzo o anche porco. In genere non troppo speziato o piccante a meno di richiederlo. Tutto buono, anche se alla lunga risulta un po' ripetitivo, abituati alla nostra varietà!

 

Moneta
Portate solo dollari americani, che ormai si possono cambiare quasi ovunque: in aeroporto, in banca, nelle guest-house, o piccoli uffici di cambio nelle città. L'Euro in genere cambia meno bene e non è sempre accettato, se lo è, spesso allo stesso cambio del dollaro. Le banconote non devono essere vecchie, e devono essere perfette senza pieghe, altrimenti vengono rifiutate. Nel Novembre 2018 per 1 US$ si prendevano circa 1575 Kyat.

GPS
Su openmtbmap è disponibile una precisa mappa stradale gratis, con un modico pagamento anche le curve di livello.
 


Mappa generale d’inquadramento
Myanmar map
Video


Panoramiche


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