
In
poche parole
Un
viaggio lungamente sognato causa pandemia da COVID, di positivo c'è che
il periodo Aprile/Maggio, rispetto a quello originale Ottobre/novembre
risulterà molto piu' fresco e quindi adatto a pedalare e godere appieno
le giornate!
Viaggiamo supportati da due jeep, scarichi di ogni
peso, possiamo godere delle attrattive turistiche oltre che del piacere
di pedalare in questi luoghi.
Il vento è sempre presente, come da
regola, quasi sempre contrario, ma fa parte del gioco. Le acacie, le
cui spine sono temibili nemiche per le forature, diventano
indispensabili per una pausa ombrosa. Ogni serata in tenda diventa
magica all'immancabile tramonto infuocato, cui segue barbeque e
conviviale serata davati al fuoco.
Attraversiamo il Namib-Naukluft
Desert, l'altopiano delle Gamsberg Mountain, il Namib-Naukluft National
Park con le superbe dune si sabbia rossa di Sossusvlei per poi arrivare
a Swakopmund, dove in poche ore di barca dalla Walvis Bay possiamo
avvistare delfini e balene!
Di nuovo nel Namib desert per le
pittoresche guglie di Spitzkoppe e Branbeg mountains, e l'immancabile
Ethosha national park, dove possiamo ammirare ogni genere di
gazzella, elefanti, rinoceronti, leoni e persino un leopardo.
Rispetto
ai precedenti viaggi in Africa (Kenya, Tanzania, Uganda, e Madagascar)
ci è mancato il rapporto con la gente locale, in Namibia tutto è stato
colonizzato, i terreni sono per lo piu' recintati e non è possibile
uscire dalle sterrate principali, per quelli occorrerà tornare in altri
paesi, qui si godono I paesaggi, la natura, e la vista di animali
selvatici da noi inesistenti! |
|
Un
po' piu' in dettaglio, ma non troppo ...
Dopo
due lock down, due biglietti aerei annullati, una falsa partenza ...
finalmente riusciamo a decollare per questo viaggio lungamente sognato,
avevo iniziato ad organizzarlo nel già lontano Gennaio 2020!
All'aeroporto
di Malpensa ci fanno ancora soffrire con assurde burocrazie, il formato
del lasciapassare COVID di alcuni non piace al check-in .... da li in
poi la pandemia sarà completamente dimenticata, incluso sul volo di
ritorno, dove grazie al DPCM emesso nel frattempo il lasciapasare non
serve neppure piu'!
Quando atterriamo finalmente ci crediamo, si torna a viaggiare.
A
Windhoek la temperatura è molto piu' fresca di quella che gli amici
francesi venuti in Ottobre/Novembre ci avevano descritto, la cosa ci
rallegra molto, perchè dovrebbe permetterci di pedalare molto meglio.
Ci accolgono Megusto, Markes e Franz, che saranno i nostri autisti,
cuochi, guide e tuttofare per l'intero tragitto.
L'intenzione
infatti non è di pedalare in autonomia, le distanze sono troppo lunghe
tra un luogo e l'altro, le strade sterrate renderebbero alla fine
monotono e troppo faticoso il viaggio; piuttosto pedaleremo il mattino
con il fresco, per raggiugere poi con i mezzi il campo per la notte
successiva, godendo cosi' sia il bello della pedalata, che le
attrattive naturali e turistiche di questo paese.
Windhoek
ci sembra piu' una tranquilla cittadina d provincia piuttosto che la
capitale: nessun grande palazzo, poco traffico, pulita ed ordinata.
Oltre al vecchio forte, la Chiesa Cattolica del 1896, il palazzo del
parlamento, e alcuni quartieri con archiettura tipica del periodo
coloniale tedesco, non molto altro da visitare, cosi' il mattino
successivo siamo già in sella per i primi 66 Km di sterrato, seguiti da
altri 104, in direzione est verso il Namib-Naukluft Desert, traversando
l'altopiano delle Gamsberg Mountain.
Il vento , come
da regola per ogni ciclista, ci è contrario, soffiando fino al primo
pomeriggio da Est-SudEst, e scopriremo nei prossimo giorni che, tranne
qualche rara eccezzione questa è la regola in questo periodo. Nel
pomeriggio spesso si orienta da ovest, ma quasi sempre a quel punto
abbiamo finito di pedalare.
Nonostante la fresca brezza mattutina,
che ci fa indossare maglie a maniche lunghe per le prime ore di sella,
quando si avvicina il mezzodi' il sole gioca la sua parte, e l'assetto
cambia completamente.
Le acacie, tanto temute per le terribili
spine che potrebbero causarci noiose forature, a quel punto diventano
molto ricercate, perchè sono quelle che possono offrire il miglior
riparo ombroso per una sosta "appetitosa" ...
Non vediamo animali
in questo tratto, ma siamo ancora molto vicini alla città, solo un
cobra verde ci attraversa la strada ... e che darà da pensare
a
tutte le nostre signore ogni qualvota si allontaneranno nel bush
per.......!
Le notti successive saranno tutte in tenda, ma per
questa ci godiamo il lusso di un incredibile lodge, la Namibgrens Farm,
con chalet sparsi nel raggio di diversi chilometri, costruiti parte
integrante con enormi e bellissimi blocchi di granito rosso, che si
infiammano la sera in un lungo tramonto. La prima camera della mia vita
dove potrei fare del bouldering partendo direttamente dal letto!
Non
si vedono fiumi o laghi, se non qualche piccola pozza, eppure l'acqua
non manca, pompata da ricche falde e fiumi sotterranei, che si riempono
nella stagione delle piogge, e diventano risorsa essenziale per ogni
forma di vita. Gli scarichi vengono raccolti lontani da ogni
abitazione, essicati, poi in parte riutilizzati come concimi. Sembra
che l'uomo si sia in qualche modo integrato in questo ambiente
prevalentemente desertico ed apparentemente ostile!
Continuiamo
in direzione sud-ovest verso le Naukluft Mountains, al primo mattino
avvistiamo delle zebre di montagna, poi i primi springbok, horyx e
kudu. Saliamo un passo, cui segue una leggera discesa, nonostante un
po' di vento riusciamo a pedalare ancora per 65 km, poi altri 91 in
vettura ci condocono ad un caratteristico campo sul fiume (già secco)
Tsauchab, dove passeremeo due notti.
Il nostro caro Brexit,
soprannome subito affibbiato a Steve, unico inglese nel gruppo misto
italiano e francese, ci allieta la serata con una chitarra recuperata
alla Guesthouse del campo, piacevilmente scaldati da un ricco fuoco,
che durante la calura del giorno non avremmo mai pensato di accendere!
Siamo
ai confini del Namib-Naukluft National Park, dove si trova la località
piu' famosa della Namibia, Sossusvlei. Per un giorno conviene
rinunciare a pedalare, per essere all'ingresso del parco alle prime
luci dell'alba, e poter ammirare queste dune di sabbia alte fino a 400
m infiammarsi di rosso sullo sfondo di un cielo blu cobalto!
La
salita a piedi ad alcune di queste dune è un'esperienza che nella sua
semplicità permette di godere una vista superlativa, da non mancare.
Quando poi il resto dei turisti si fermerà sulla prima cima di duna,
continuare ... poi da soli, a pestare la sabbia sulla cresta affilata,
sembrerà come si stesse battendo una traccia di neve fresca,
persi in un mare di enormi onde rosse.
La stagione delle piogge da
poco terminata è stata ricca, alcuni dei laghi salati al fondo delle
dune hanno ancora acqua, ma per lo piu' sono già secchi, con il tipico
terreno bianco crepato, e le acacie carbonizzate a formare un panorama
a dir poco suggestivo.
Passiamo per il Sesriem Canyon, logica
continuazione del Tsauchab river dove abbiamo il campo, e fatichiamo a
immaginare fiumi di acqua scavare queste formazioni rocciose.
Questo
è il punto piu' meridionale del nostro viaggio, ora cominciamo a
risalire, prossima tappa è la rinomata zona balneare di Swakopmund, ben
400 Km di strada in direzion nord nord-ovest.
Pedaliamo poco piu'
di 50 km, ma per il caldo ed il vento teso in direzione contraria la
ricordiamo forse come la pedalata piu' faticosa.
Swakopmund fu
fondata nel 1892 dai coloni tedeschi come principale porto dell'Africa
sud-occidentale, oggi è una ridente cittadina turistica di mare,
completamente circondata da un paesaggio desertico lunare, con ogni
tipo di attrattiva, di terra, mare e cielo!
L'uscita in barca
nella Walvis Bay è una tappa immancabile, nell'arco di poche
ore
avvistiamo oltre alle immancabili foche, numerosi delfini, e persino
due balene! Il tutto accompagnati da grossi pellicani e foche che
salgono allegramente a bordo del battello.
Il costo della vita è
basso rispetto all'europa, ci si puo' permettere un buon hotel, il
pesce è fresco, molto buono ed economico!
Dopo l'escursione in
battello ripartiamo subito alla volta del Namib desert, non c'è il
tempo per pedalare (ma di pomeriggio la temperatura è comunque
improponibile!), dobbiamo raggiungere in tempo la regione di Spitzkoppe
per poer metter il nostro prossimo campo.
Nel
Namib desert le guglie di Spitzkoppe appaiono già da molto lontano, la
cima centrale piu' alta ed aguzza è molto elegante, un po' arditamente
qualche locale la definisce "il Cervino della Namibia".
Con le
ultime luci del tramonto le guglie si incendiano di colore, montiano il
campo affascinati da questo ambiente che sembra proiettarci in un film
del Far-West.
Spendiamo la giornata successiva facendo un suggestivo
trek intorno a tutto il gruppo, dove si possono visitare anche due
grotte che conservano bellissime pitture rupestri; poi, memori del
tramonto precendente, inforchiamo la nostra due ruote per raggiungere
in questo ambiente fiabesco un arco di pietra rinomato per gli effetti
serali.
Un ultimo sguardo a queste guglie, immaginando possibili
linee di arrampicata sul granito a grana grossa che sicuramente si
presterebbe ... e lasciamo un po' a malincuore questo luogo incantato!
La tappa che ci porta alle pendici
delle Branbeg mountains sarà la piu' lunga in sella, 73 km, e la piu'
breve in auto, 67 km.
Purtroppo
non avvistiamo elefanti, che spesso popolano quest'area, ma il giorno
successivo, dopo aver lungamente seguito il greto secco di un fiume ci
imbattiamo in un numeroso gruppo con elefanti di ogni dimensione ed
età. Gli scatti si sprecano, e spiace ad un certo punto girare la jeep
per fare ritorno!
L'oasi di Medisa si presenta nel suo aspetto
migliore dopo l'ultima stagione delle piogge, un po' di fresca erbetta
alla base degli immancabili blocchi di granito rosso, comodi spiazzi
sabbiosi all'ombra di enormi acacie per le nostre tende, le serate
davanti al fuoco con il cielo infuocato diventano parte integrante di
questo viaggio!
Nella Hua Valley visitiamo l'improbabile
"Twyfelfontein", un angolo nascosto di deserto costellato di rocce
granitiche, luogo importante nell'era della pietra per le ricche
sorgenti d'acqua, di cui oggi una sola ancora sgorga un piccolo
rigagnolo. Rimangono segno indelebili di quell'era circa 2000 belle
incisioni rupestri, che ed i segni di una costruzione della
famiglia che coraggiosamente si stabili in questo angolo remoto alla
fine della seconda guerra mondiale.
Tra
pedalate, uscite in barca, escursioni a piedi, le foto agli animali, le
serate intorno al fuoco ... il tempo ci è volato, senza accorgerci
siamo già alla tappa finale del nostro viaggio: il parco nazionale di
Ethosha.
Naturalmente nel parco è vietato andare in bicicletta, e
persino scendere dalle jeep, il motivo appare evidente appena partiamo
per il nostro Game Drive la mattina seguente. Oltre a veri e propri
greggi di ogni genere di gazzelle, Kudu, Impala, Gnu, Oryx, Springbock
abbiamo la fortuna di avvicinare anche giraffe, rinoceronti, leoni, e
per la prima volta nella mia vita un leopardo.
Dal campo Okaukuejo
muoviamo quindi verso sud, in direzione di Windhoek, e ancora una volta
siamo sorpresi dal fatto che tutti i terreni a lato della strada siano
recintati, qualsiasi deviazione dalla strada principale è praticamente
impossibile.
Si tratta di enormi proprietà private di proprietari
terrieri discendenti dei coloni tedeschi, che hanno acquisito le terre
migliori, e all'interno possiedono pure una quantità di animali
selvatici, tanto da poterci organizzare dei Game Drive privati.
Poco
a sud di Otija mettiamo il nostro campo in una di queste proprietà, e
ci scopriamo un paradiso di stradine sterrate dall'ottimo fondo di
terra rossa, dove giriamo sera e mattina indisturbati fra springbock e
giraffe.
Peccato non si possano collegare le stradine delle varie
proprietà, perchè ne nascerebbero degli itinerari superbi per
mountain-bike, molto piu' interessante che non la strada sterrata
principale!
Dopo
gli ottimi barbeque serali e le bistecche di springbock, in una sosta
sulla strada finale per Windhoek proviamo l'ebrezza di assaggiare anche
i vermi arrostiti ... che pero' lasciamo volentieri ai palati fini
Namibiani ...
Purtroppo già tempo di rendere le bici
noleggiate, ultima carne di springbock al barbeque, e siamo purtroppo
sul volo di ritorno, quasi increduli che sia già finita! Quando si
riparte?
Paolo
Vitali
La
mappa del nostro viaggio

Mappa
ricavata da openmtbmap.org
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Testi,
disegni e immagini Copyright © 2022 Paolo
Vitali
– www.paolo-sonja.net
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